occhi visione


Ciao! Come stai?
 
Ti ho già parlato di cosa significhi per me accorgersi (qui) e dell’importanza che questa azione consapevole riveste nel mio quotidiano. Ti ho anche raccontato del Felt Sense (qui): quella particolare sensazione profonda del corpo, inteso in senso olistico, che ci sa dare informazioni su noi stessi, se solo la sappiamo ascoltare pazientemente. 


Oggi invece ti voglio raccontare di un percorso incredibile che mi sono trovata a seguire negli ultimi anni. Le vicende della vita mi hanno portata ad approfondire il campo del funzionamento visivo, dell’importanza che la visione ricopre nella nostra vita. 

Per me visione non è solamente come i nostri occhi funzionano da un punto di vista meccanico, ma anche i messaggi che trasmettono al nostro interno, le impressioni che si stampano sulla retina che è come la nostra carta fotografica interiore. 

Il modo in cui vediamo il mondo è il modo in cui lo interpretiamo: sì perché oltre a ricevere delle informazioni visive dalla realtà che ci circonda, ci mettiamo anche i nostri filtri personali e questo insieme determina il nostro modo di percepire e vedere il mondo, e anche noi stessi. 

Per accorgerci di ciò che ci circonda dobbiamo prima vederlo, e possibilmente, vederlo bene. 

Personalmente sono miope ed astigmatica da almeno 30 anni: praticamente non ho ricordi di come vedevo il mondo prima di mettere su un paio di occhiali e il mio sogno (che immagino comune a molti) sarebbe quello di poterci vedere bene senza dover usare dispositivi di alcun tipo (occhiali o lenti a contatto). 


A volte questo può diventare possibile, altre no. Ma la qualità della vista non dipende solo da quante diottrie vedi o non vedi: c’è da prendersi cura dei propri occhi per poter permettere loro di svolgere il lavoro nel migliore dei modi possibili.  
Per parlartene meglio ho deciso di intervistare un’amica, che è ottico e optometrista: Lucrezia Emiliozzi.

1. Ciao! Ci spieghi cosa fa un’optometrista?

“L’ottico optometrista è uno tra i molti professionisti della visione. In particolare l’optometrista esegue la misurazione dei vari difetti visivi e si occupa di correggerli con mezzi ottico-fisici quindi occhiali, lenti a contatto, e ausili per ipovedenti… ma non solo! Infatti l’optometrista spesso utilizza tecniche di visual training.  Con queste tecniche accompagna il cliente in un percorso, composto da una serie di esercizi specifici, anche strumentali, mirati alla rieducazione visiva. E questo porta ad un utilizzo più efficace e confortevole della vista.”

2. Cosa ti ha spinta a studiare proprio questa materia?

“All’età di 18 anni circa non vedendo bene la lavagna ho deciso di fare una visita oculistica e mi hanno riscontrato una leggere miopia e un po’ di astigmatismo prescrivendomi degli occhiali. Nonostante la visione con i  miei occhiali fosse perfetta, ho notato uno strano fenomeno: e cioè che non tutti i giorni ci vedevo alla stessa maniera (qualche volta un po’ meglio e qualche volta un po’ peggio). Questa osservazione ha sempre destato in me molte domande e ho iniziato a pensare che la vista non fosse legata solo al “grado” di miopia, ipermetropia o astigmatismo, ma dipendesse anche da altri fattori interni ed esterni… è stato proprio così che ho iniziato ad approfondire l’argomento e ad appassionarmi di questo tanto affascinante quanto complesso mondo della vista e della visione.”

3. Ciascun caso è a sé, ovviamente, ma hai qualche suggerimento generale da poterci dare per prenderci cura dei nostri occhi?

“Se ci pensate bene vi renderete conto che l’occhio è uno degli organi più sfruttati del nostro corpo. E vi dirò di più: la vista è il senso più usato rispetto agli altri. Infatti, se vogliamo parlare di numeri, possiamo affermare che noi captiamo attraverso la vista fino all’80% di tutte le informazioni e percezioni dell’ambiente che ci circonda. Proprio per questi motivi dobbiamo dare ai nostri occhi tutte le attenzioni necessarie per farli “lavorare” serenamente e senza pericoli.


Tre consigli che posso darvi per far “sorridere” i vostri occhi sono:


1. Quando lavorate/studiate per molto tempo a distanze ridotte (ad esempio leggendo, o guardando un monitor, o facendo lavori di precisione) ricordatevi di fare, anche solo 5 minuti di pausa per ogni ora di lavoro per evitare eccessivi stress a carico dei vostri occhi. Durante le pause cercate di guardare il più lontano possibile in modo da far rilassare i vostri occhi.

2. Ricordatevi di battere spesso le palpebre durante l’uso del PC per reidratare i vostri occhi e per evitare arrossamenti e bruciori indesiderati.

3. Un automassaggio nella zona perioculare può aiutare ad alleviare tensioni e affaticamenti accumulati durante la giornata.”

4. Come definiresti il legame tra “occhi” e “visione”?

“Il meccanismo della visione è molto complesso, ma cercherò di spiegarvelo nelle sue principali componenti: 

1. L’occhio: è il primo indispensabile mezzo fisico utilizzato per VEDERE qualcosa. Attraverso tutte le componenti dell’occhio l’immagine che stiamo guardando viene proiettata direttamente su un tessuto chiamato retina. La retina è munita di potenti fotorecettori (coni e bastoncelli) che trasmettono le informazioni ricevute direttamente al cervello

2. Il cervello: esso è collegato all’occhio attraverso il nervo ottico. Le immagini viste vengono tradotte e trasmesse al cervello attraverso la retina e da lì il cervello elabora e seleziona solo gli impulsi UTILI (cioè cosa vogliamo vedere in quell’istante e su cosa la nostra attenzione si vuole focalizzare.

3. La soggettività e l’esperienza: è dal cervello che inizia a prendere forma la “magia” della visione. Arrivati a questo punto i mezzi fisici non bastano più, infatti per concludere il percorso e per vedere e riuscire a comprendere e riconoscere ciò che stiamo vedendo sono indispensabili vari fattori soggettivi come la conoscenza e le esperienze di chi sta guardando.

Perciò possiamo dire che ciò che guardiamo o vediamo non dipende solo dall’organo “occhio” ma anche dal grado di attenzione, dai nostri bisogni, dalle nostre esperienze e dalle nostre motivazioni.”

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Sono certa che questa intervista ti abbia dato spunti interessanti!

Se vuoi approfondire l’argomento, scrivimi pure!
Sarò lieta di rispondere alle tue domande.

A presto,

Vale

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