In questo articolo ti vorrei raccontare di una fase, un momento che avviene durante un processo di Focusing: ovvero quando stai sentendo qualcosa con tutta te stessa e non riesci a ridimensionarla e ti sembra che esista solo quello… e ne vieni sopraffatta.

Questa è una delle fasi cruciali e viene definita Disidentificazione: quel momento in cui ti accorgi che quel che stai sentendo non lo stai sentendo con tutta te stessa, ma solo una “parte di te” lo sta sentendo.


COSA ACCADE

Vediamo la situazione: quel particolare Felt Sense vuole comunicarti qualcosa… ma come fai ad ascoltarlo mentre sei identificata con, ad esempio, una parte di te che è arrabbiata con quello stesso qualcosa che stai sentendo? Semplicemente, non puoi. E allora diventa indispensabile creare uno spazio interno momentaneo e porsi in una posizione di osservatore neutrale, come se stessi osservando, da fuori, la scena di un film o di un’opera teatrale, senza parteggiare per nessun personaggio. Pur rimanendo sempre Uno.

Noi siamo sempre noi. Possiamo pensare o sentire di avere mille sfaccettature interiori, ma non siamo solo una di quelle: noi siamo interi, sempre.

Questo della Disidentificazione è solo uno stratagemma momentaneo per riuscire ad andare a sentire dentro di noi cos’hanno da dire queste parti di noi che spesso restano inascoltate.

E con l’approccio del Focusing andiamo ad ascoltarle non dentro la nostra mente a livello razionale e consapevole, ma nel corpo. Il corpo sa sempre di più della nostra mente. Per il suo funzionamento intrinseco, la mente lavora, processa ed elabora solo ciò che già conosce: come può creare qualcosa dal nulla? Tutti i nostri pensieri ed elucubrazioni mentali partono da una base di conosciuto (conscio o inconscio) e non potranno quindi dirci nulla di veramente nuovo su di noi.

Wikipedia dà questa definizione di inconscio: “Il termine inconscio indica genericamente tutte le attività mentali che non sono presenti alla coscienza di un individuo. In senso più specifico, rappresenta quella dimensione psichica contenente pensieri, emozioni, istinti, rappresentazioni, modelli comportamentali, spesso alla base dell’agire umano, ma di cui il soggetto non è consapevole”. E questo è ciò che accade nella nostra mente e attingere dall’inconscio è possibile solo con alcuni metodi, facendosi seguire da uno specialista.


COSA SUCCEDE NEL CORPO

Il corpo invece segue un altro percorso: il corpo registra tutto ciò che ci accade dal momento del nostro concepimento fino ad ora. È un archivio biologico stupefacente e preciso di tutto quello che abbiamo vissuto e di come lo abbiamo vissuto. E non ci appiccica sopra etichette, sovrastrutture, opinioni, costrutti mentali, ecc… Lui semplicemente registra. E con il Focusing, da una posizione di sicurezza, lo possiamo contattare e chiedergli di farci sapere cosa succede dentro di noi rispetto ad un argomento, un tema, un accadimento, un qualcosa che stiamo vivendo ora o anche semplicemente chiedergli cosa in noi richiede la nostra attenzione in questo momento.

Un esercizio utile quando ci sentiamo sopraffatti da emozioni o sensazioni di vario tipo quali rabbia, gelosia, affaticamento, o qualsiasi cosa stiamo sentendo in quel momento, è dire a noi stessi (meglio se a voce alta, pur essendo soli): “Noto qualcosa in me che sente …. rabbia, gelosia, affaticamento, ecc.“.
Siamo sempre noi, stiamo parlando sempre di quel che sentiamo ma già solo questo semplice escamotage ci farà creare una sorta di spazio più ampio dentro di noi che comprende una parte che osserva e un’altra che si sente così o cosà. Provare per credere! 😉

A mio parere, il Focusing è uno strumento tanto semplice quanto efficace: ha tutte le carte in regola per farci entrare, in sicurezza e in punta di piedi, dentro di noi per sentire cosa accade. E la semplice attenzione che portiamo su questo, fa sì che le cose in noi cambino da sole.
Il potere della presenza e dell’ascolto.


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