Quando parliamo di nutrimento, parliamo di ciò che facciamo entrare in noi perché ci dia vita.

Nutrimento allora è sì il cibo, ma è anche l’aria che respiriamo, quello che vediamo o guardiamo, quello che sentiamo o ascoltiamo, i nostri pensieri, le chiacchiere, le relazioni, le emozioni che proviamo.
Non siamo fatti a compartimenti stagni, siamo un tutt’uno integrato. Altrimenti non si spiegherebbe perché se descrivo il taglio di un limone e la sua spremitura, con i suoi schizzi profumati e aciduli, e mi prendo del tempo per descrivere e immaginare la scena minuziosamente… noi tutti produciamo più saliva. Se si trattasse “solo” di un pensiero, non dovrebbe provocare questo tipo di reazione fisica. Ma non è così: tutto ha un suo peso specifico nella nostra vita e nel nostro funzionamento.

Seguendo il lavoro di Daniel Lumera mi sono imbattuta in questo concetto di “regolazione della dieta emozionale”. Lui dice che siamo talmente assuefatti dalle emozioni che ne siamo diventati dipendenti. Un’emozione è un movimento interiore che si oppone alla staticità/apatia della vita, e ne siamo talmente tanto assuefatti che se le emozioni di cui siamo dipendenti, ora non ci sono… le creiamo. Le creiamo perché non possiamo farne a meno. Lumera lo chiama fast-food emozionale: possiamo continuare a nutrirci di queste emozioni-spazzatura noncuranti degli effetti di questi “alimenti” sulla nostra vita (il nostro spirito, la nostra mente ma anche il nostro stesso corpo).


Oppure… le possiamo scegliere. Abbiamo la possibilità di accorgerci di ciò che mettiamo dentro la nostra mente e il nostro cuore e scegliere di cambiare “cibo”. 

Certo, è un gran lavoro di auto osservazione, e in questo il Focusing ci può dare una grande mano. E lavorare sulla causa di queste non-scelte è la soluzione definitiva.

E anche i Fiori di Bach possono aiutarci in questi frangenti, ma come per ogni rimedio, vanno calibrati su ciascuna persona.

Contattami qui! Così troveremo insieme il bouquet di fiori più adatto a te.

Vale

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