In queste settimane mi sono concentrata sul tema del “vedere” inteso come vista, come visione, come vedere bene fuori di noi e anche imparare ad accorgerci per vedere bene dentro di noi.

Esiste una connessione profonda tra noi come microcosmo e la natura come macrocosmo, un riflettersi di noi negli altri e viceversa. Insomma, tutto e tutti siamo costantemente in collegamento.

Per indagare questa relazione profonda tra noi e quel che abbiamo dentro (che si manifesta e a volte si riflette fuori), a volte si cerca un maestro di qualche tipo, una guida, una ispirazione.
Un qualcuno insomma da cui poter apprendere il percorso.

Ma c’è da prestare attenzione: non tutti quelli che si dichiarano maestri, illuminati, guru, esperti di… lo sono veramente. Anzi, molto spesso (per non dire sempre) i veri maestri non hanno bisogno di dichiararlo.

Per imparare a fare attenzione e per poter scegliere con cognizione di causa, ci viene in aiuto un libro, scritto da Mariana Caplan.

Il titolo dice già tutto: A OCCHI APERTI. Il discernimento sul sentiero spirituale.

Si tratta di una guida per coltivare il discernimento, la scelta consapevole e lucida nel cammino della vita (l’autrice si concentra sul “sentiero spirituale”, ma i principi sono validi per ogni percorso da quello più ascetico a quello lavorativo, sportivo, familiare…).

Tra e altre cose, la Caplan ci racconta delle “malattie spiritualmente trasmissibili” e ci spiega il concetto di “Bypass Spirituale” come definito dallo psicoterapeuta John Welwood, cioè “usare le idee e le pratiche spirituali per scansare problemi incompiuti, personali o emozionali che siano, per tirare su un traballante senso dell’io, o per minimizzare bisogni di base, sentimenti, e obiettivi tutto nel nome dell’illuminazione” (da J.Welwood, Toward a Psychology of Awackening, Shambala, Boston 2000, p. 207). Ovvero, come nascondersi dietro finta spiritualità o idee new age, giusto per sentirsi con la coscienza a posto e avere una scusa, un alibi valido per non lavorare su di se’.

Il libro contiene considerazioni utili e puntuali sugli ostacoli e sulle sfide da considerare nell’individuazione di un’eventuale persona di riferimento per qualche area della nostra vita.
Ma sono considerazioni utili in primis per capire dove siamo noi in questo momento, e quali sono i nostri schemi.

Perché è così importante il lavoro di crescita interiore e personale?
A mio parere, se si vuole crescere e migliorare per prima cosa bisogna avere il coraggio di guardarsi in faccia, ma anche dietro la faccia: nella mente, nelle idee, nelle convinzioni che abbiamo da talmente tanto tempo che non le abbiamo più ricontrollate, riverificate, di cui non sappiamo nemmeno la provenienza (sono mie o di qualcun altro? Come sono arrivate dentro di me? Sono ancora valide per me come sono ora oppure sono da ricalibrare, rivedere, eliminare?).
Questo è un passaggio fon-da-men-ta-le lungo la via del benessere.

Per sapere dove andare (nella vita, dentro di noi, nella nostra salute, nel corpo, nell’alimentazione, nelle scelte, ecc…) prima dobbiamo avere il coraggio di essere onesti e guardare bene dove siamo. È il punto di partenza imprescindibile di ogni viaggio. Altrimenti sì, qualcosa faremo, da qualche parte andremo… ma magari non sarà dove volevamo arrivare.

Libro consigliato!

Lo potete trovare qui:
https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__occhi-aperti-caplan-libro.php?pn=6835


Ci risentiamo presto!

Vale
 

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